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provare per credere... Oggi è :
Data pubblicazione  15/11/2011 15:24:10  Categoria  Medical Center  Hits  265
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Nutrizionista

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provare per credere...

La ricerca del benessere e dell’equilibrio con il proprio corpo e con l’ambiente è alla base di innumerevoli culture e filosofie. Il corretto rapporto con il cibo è fondamentale per godere a lungo di una buona salute, è oramai accertato infatti come l’insorgere di moltissime patologie sia strettamente legato ad abitudini alimentari errate.L’amplissima scelta di prodotti di cui oggi disponiamo ci porta spesso ad effettuare scelte alimentari errate nonostante una alimentazione il più possibile naturale ed equilibrata sia la base di uno stile di vita sano e di una corretta composizione corporea. Il biologo è un profondo conoscitore della natura e dei meccanismi biochimici e fisiologici della digestione e dell'assorbimento ed è quindi in grado di riconoscere gli effetti dovuti alla malnutrizione sia per eccesso che per difetto cosi da poter valutare i bisogni nutritivi ed energetici dell'uomo.Il biologo conosce e sa applicare tecniche di laboratorio per valutare lo stato di nutrizione e può interpretare i risultati per ottenere un preciso “profilo nutrizionale” che è sempre il punto di partenza imprescindibile per la corretta attribuzione di un regime alimentare. In conclusione il biologo nutrizionista, che si avvale di strumenti di indagine altamente specifici, è quindi una figura professionale capace di farti intraprendere un percorso che porta all’acquisizione di una corretta alimentazione e quindi al benessere senza l’uso di farmaci o prodotti chimici. La domanda può sembrare stupida ma ognuno di noi preferirebbe senza dubbio avere un chilo di muscolo in più piuttosto che lo stesso chilo di tessuto adiposo, ma del resto quanti sanno realmente come "sono fatti" ? La bilancia è uno strumento semplice ed affidabile ma non discrimina assolutamente tra massa grassa e massa magra ed è quindi insufficiente per monitorare i cambiamenti corporei dovuti ad esempio ad un cambio di regime alimentare. Esistono diversi modi per determinare la composizione corporea ma sono per lo più costosi, difficilmente ripetibili, dipendenti dall’operatore.

Ad oggi la soluzione ideale per la stima dei compartimenti corporei è la tecnica impedenziometrica che è in grado di discriminare non solo la massa grassa dalla massa magra, ma anche, all’interno della massa magra, la massa cellulare da quella extracellulare.

Dall’analisi si ottengono quindi utili dati che permettono al professionista di valutare la composizione corporea e, sulla base di questa, assegnare una dieta appropriata così come monitorarne gli effetti in modo certo e puntuale.

Stima della composizione corporea (bioimpedenziometria)

La metodica bioimpedenziometrica è tra le più affidabili per la stima della composizione corporea e fornisce un modello del nostro corpo indicando tre compartimenti: Massa Grassa, Massa cellulare, Massa extracellulare.

Grazie alla sua rapidità, ripetibilità e non invasività è un test estremamente indicato per monitorare le modificazioni nella composizione corporea.

La misurazione si effettua utilizzando quattro elettrodi cutanei posizionati in modo standard così che l'esecuzione delle misure avvenga in modo rapido (meno di cinque minuti, inclusa l'applicazione degli elettrodi) e ripetibile.

La tecnica di misura è semplice, una coppia di elettrodi viene applicata sul dorso della mano, uno sull'articolazione metacarpofalangea del III dito, e l'altro sull'articolazione radio-ulnare. L’altra coppia viene applicata sul dorso del piede, uno sull'articolazione metatarsofalangea del III dito, e l'altro sull'articolazione tibio-tarsica. Il paziente, supino e non a contatto con elementi metallici, può tenere scoperti anche solo mano e piede durante l’effettuazione dell’analisi.

A questo punto i valori ottenuti vengono elaborati mediante l’utilizzo di un apposito software per ottenere ad esempio i valori di:

 

Acqua totale

Massa Magra

Metabolismo basale in Kcal

Massa Grassa

Acqua Extracellulare in litri e in percentuale

Peso forma

Massa cellulare

 

Le intolleranze alimentari costituiscono un fenomeno che appare collocarsi sempre più come concausa in numerose condizioni patologiche presenti nella nostra popolazione. Con tale definizione si indicano, infatti, reazioni ostili che l’organismo ha nei confronti del cibo e che risultano essere differenti dalle allergie, non esibendo la medesima sintomatologia. Il termine “intolleranza” è largamente adoperato per individuare un insieme di sintomi non altrimenti spiegabili con le tecniche diagnostiche comunemente adottate e non regredibili a seguito di terapie sintomatiche.

Nelle condizioni di intolleranza alimentare non si evidenziano risposte tipiche dei tradizionali test cutanei, le condizioni dell’organismo non arrivano mai a quelle di stati di shock anafilattico e non si riscontrano quasi mai effetti immediati caratteristici delle reazioni allergiche. È quindi difficile una diretta correlazione di stati di intolleranza a specifiche assunzioni di cibo e solamente un’analisi più approfondita può risultare efficiente nella ricerca delle cause e dei fenomeni ad esse connessi. Tali manifestazioni originano a livello intestinale, non provocano produzione specifiche di anticorpi e solo raramente stimolano rilascio di istamina.

Le condizioni sintomatologiche connesse alle intolleranze alimentari si palesano secondo quadri più o meno lievi caratterizzati da stanchezza, cefalee, nausea, asma, diarrea, meteorismo, dolori addominali postprandiali, infezioni ricorrenti, dolori articolari, riniti, congiuntiviti, e con modificazioni cutanee del tipo di orticaria, pelle secca, eczemi, dermatiti, psoriasi. Sono poi spesso correlate a disordini del peso corporeo con variazioni sia in eccesso sia in difetto.

Non sempre le intolleranze alimentari costituiscono la causa unica di tali stati patologici, infatti non sempre c’è relazione diretta fra queste e la condizione di anormalità. In tali casi, esse sono piuttosto da considerare come concause che, abbassando le difese immunitarie, facilitano l’instaurarsi di stati patologici. Per questo motivo, la cura attraverso l’approccio delle intolleranze alimentari dovrebbe talvolta essere seguita da altre di differente tipo.

Le condizioni sintomatologiche tipiche delle intolleranze sono infatti comuni a stati alterati dell’organismo già precedentemente presenti, come nel caso di problemi gastro-intestinali di origine organica o forti condizioni di stress, che rendono l’organismo più sensibile, fino a disturbi emotivi che già di per sé indeboliscono le normali condizioni organiche. Il problema alimentare è in questi casi solamente un elemento aggiuntivo e peggiorativo ma non primario. Ciò nonostante, in tali situazioni un’indicazione dietetica nata dai suggerimenti dell’analisi delle intolleranze aiuta al ristabilimento delle condizioni normali sebbene non rimuova la causa principale.

Valutazione delle intolleranze alimentari (test Citotossico)

Il test citotossico si basa sull’analisi della reazione che hanno i leucociti quando vengono posti a contatto con gli estratti degli alimenti nei confronti dei quali si vuole stabilire l’intolleranza.

L’analisi è effettuata direttamente sulle cellule leucocitarie mediante un microscopio ottico e viene stabilito il grado di reattività mediante l’osservazione dello stato del leucocita. Sulla base dei risultati ottenuti viene elaborata una dieta personalizzata che tenga in considerazione sia le intolleranze che la composizione corporea e viene concordata una dieta da seguire per ottenere il risultato desiderato, nel caso siano rilevate intolleranze si procede all’ esclusione degli alimenti a cui si è intolleranti.

A scadenze temporali definite vengono effettuati dei controlli delle variazioni della composizione corporea indotte dalla dieta e, nel caso in cui siano state rilevate delle intolleranze, vengono proposti dei piani di reintroduzione mirati.

 

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